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Bagni
di fieno: una pratica lunga un secolo
I cosiddetti ''bagni di fieno", rappresentano un
trattamento altamente disintossicante: consiste
nell'immergersi in una vasca di erba calda che
rilascia lentamente minerali in essa contenuti,
perché la pelle possa assorbirli e inducendo
traspirazione, eliminare le tossine accumulate.
Si tratta di una pratica terapeutica alla quale
le popolazioni antiche ricorrevano già nel XIX
secolo, per combattere i disturbi derivanti da
malattie croniche di artrosi.
Ma è da secoli, ormai, che in montagna il fieno
appena tagliato e considerato un ottimo rimedio
per combattere la stanchezza e i dolori.
Ed è proprio da questa usanza che sono nati i
bagni di fieno che sfruttano le proprietà delle
erbe dolomitiche: arnica di montagna, genziana,
hypericum, timo ed achillea millefoglie, ecc.
L'erba fresca in via di fermentazione impiegata
per questa terapia, ha una temperatura che
raggiunge valori tra i 40° e i 70°, stimolando
una forte sudorazione (che persiste anche dopo
l'applicazione): con il caldo umido che
sprigiona il fieno, i principi attivi contenuti
nelle erbe officinali, utilizzati nella terapia,
vengono efficacemente assorbiti dall'organismo.
Il trattamento
L'immersione nel fieno avviene a corpo nudo,
eccetto il capo ed ha una durata di 15-20 minuti
la prima volta fino ad arrivare gradualmente a
30. Dopodiché la persona viene avvolta in
coperte e sistemata per altri 30 minuti sul
lettino di reazione. La sudorazione che, nella
prima fase molto intensa, si protrae anche per
3-4 ore e lascia un senso di benessere che dura
tutto il giorno. In conclusione del trattamento
viene praticato un massaggio rilassante con olii
aromatici.
La miscela di
erbe officinali
Una miscela di erbe officinali: il fieno che
viene utilizzato in questa terapia è
caratterizzato da un mix di diverse erbe
medicamentose: l'arnica, la marrella, l'
abetonica, la cicoria selvatica, la carlina, il
camedrio alpino, genziane varie, la lisoppa, il
mirtillo, la peonia. il trifoglio brugo, la
piantaggine, la millefoglie ed altre.
Sì tratta di erbe che crescono spontaneamente in
montagna, la maggior parte delle quali, sui
prati del Monte Bondone.
L'erba viene falciata al mattino presto prima
del sorgere del sole, in modo da evitare che i
raggi diano inizio al processo di infiorescenza.
Essa si trova a 1500 metri sul livello del mare.
Quindi viene trasportata in stabilimento, dove é
posta ad essiccamento naturalmente in vasche per
alcune settimane.
Gli effetti benefici
Gli effetti curativi dei bagni, dipendono
proprio dal contenuto delle diverse erbe
medicamentose, che possono variare molto in base
alla località.
Gli effetti benefici di questo trattamento
possono riguardare: artrosi; forme infiammatorie
articolari post-traumatiche (dovute a fratture o
altro); forme infiammatorie blande, quali l'artropatia
psoriasica (malattia delle articolazioni
provocata dalla psoriasi) la spondilloartrite
(artrite a carico delle articolazioni
vertebrali), il dolore cronico della colonna
vertebrale e la sindrome del tunnel carpale;
spasmi muscolari (contratture); rigidità
articolari reumatismi non in fase acuta;
fibromialgìa (malattia dolorosa che colpisce e
fasce muscolari); malattie osteoartrosiche.
Questa cura, inoltre. lascia a chi la pratica un
senso di benessere fisico dovuto ad un ricambio
idrosalino indotto dalla sudorazione la pelle
diventa liscia, morbida e tonica per la
stimolazione delle difese immunitarie
Consente di scaricare le tensioni nervose,
eliminare le rigidità muscolari e stimola la
riattivazione della circolazione sanguigna.
E' consigliata anche a chi vuole combattere gli
inestetismi delta cellulite, dal momento che
aiuta notevolmente nella riduzione della pelle
"a buccia d'arancia" con risultati evidenti già
dopo pochi bagni.
Gli studi clinici effettuati su numerosi
pazienti, infine, non hanno rilevato
controindicazioni su soggetti allergici, grazie
al fatto che il fieno non è fresco. intensa e immediata con
l'eliminazione di tossine accumulate nei
tessuti.
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